
Longevità produttiva: come selezionare vacche da latte longeve
17 Novembre 2025Sono stati pubblicati i dati dei riproduttori Holstein di Dicembre 2025: non un semplice aggiornamento, ma un passaggio fondamentale per mettere in ordine le idee, capire in che direzione sta andando il mercato e, soprattutto, per scegliere come muoverci in Italia per offrire ai nostri allevatori una selezione davvero mirata.
Nel Catalogo GenHome Dicembre 2025 le novità non mancano, ma il punto è uno: avere strumenti concreti per fare scelte sensate, coerenti con il latte che produciamo nel nostro Bel paese, con la gestione quotidiana in stalla e con le esigenze del mercato italiano.
Approfondiamo questi temi con Tommaso Carini, CEO di GenHome – La Casa della Genetica, per tradurre i dati in scelte utili in stalla.
Più centri FA, più novità e di facile utilizzo: cosa cambia davvero nel 2026
Se l’obiettivo è fare scelte più precise, la prima cosa che serve è avere più opzioni giuste, non “più opzioni e basta”. Per questo per il 2026 abbiamo rafforzato ancora di più l’idea di “Casa della Genetica”: oggi distribuiamo 4 marchi e nel catalogo entrano 11 tori nuovi. Per un allevatore, questi aspetti significano soprattutto praticità: accoppiamenti più mirati, più coerenza con gli obiettivi aziendali e meno compromessi.
Le 2 linee guida con cui selezioniamo i tori
Quando scegliamo quali tori importare e proporre, ci muoviamo con due idee di base. Sono due “filtri” che ci aiutano a rimanere sempre agganciati a quello che conta davvero: far lavorare meglio la mandria, oggi e nel tempo.
- Ampliare l’offerta
Non ci serve avere dieci tori “tutti uguali”, magari altissimi nello stesso indice. Ci serve avere alternative; profili diversi, per intercettare esigenze differenti. - Portare linee di sangue più eterogenee
Il concetto di “fuori linea” sulla carta è ottimo, ma nella pratica è sempre più complicato. Per questo guardiamo molto alle linee di sangue sia a livello pedigree sia a livello genomico. Vogliamo tori di facile utilizzo, cioè che si possano mettere in accoppiamento nelle nostre mandrie incrementando il progresso genetico ma senza far esplodere la consanguineità. In altre parole, selezioniamo genetica che non limiti le opzioni di accoppiamento nei prossimi anni.
E qui arriviamo al punto successivo, perché avere più scelta e più linee serve soprattutto a una cosa: non dover rincorrere per forza la classifica del momento.

AURORA PARFECT 23719-ET VG-87 (Madre di ROBO)
Perché non ci basta inseguire il TPI: in Italia vincono le vacche “da stalla”
Oggi vediamo una distinzione sempre più netta: alcuni che vogliono i primi in classifica per inseguire i numeri e altri che selezionano per avere vacche che restano in mandria, fanno 3–4–5 parti e ci semplificano la vita.
Il punto è semplice e lo diciamo senza giri di parole, se prendiamo la Top 200 GTPI o la top 50 GPFT come unici riferimenti, spesso facciamo fatica a trovare riproduttori che piacciano davvero agli allevatori, soprattutto su:
- morfologia funzionale (mammella profonde e larghe, arti e piedi corretti)
- robustezza e capacità corporea “giuste” (animali con una ampia apertura e capacità corporea, senza essere altissimi)
- una spinta forte sulla proteina, perché noi viviamo di trasformazione e formaggi, spesso a pasta dura
Ecco perché, quando leggiamo l’uscita dati non ci fermiamo al numero “alto” in sé: cerchiamo coerenza con il modo in cui lavoriamo qui. E, se ragioniamo davvero sulla gestione di tutti i giorni, nel 2026 potrete selezionare per un dato che pesa più di prima: la velocità di mungitura.
La novità che nel 2026 diventa concreta: la velocità di mungitura
Tra i parametri che stiamo divulgando di più c’è la velocità di mungitura (Approfondisci nel nostro precedente articolo ‘’Vacche perfette per i robot da mungitura: come scegliere la genetica giusta‘’). Perché? Perché incide sulla routine, sulla sala, sul robot, sul tempo e sui costi.
Qui il ragionamento è molto basico ma efficace:
- se la mungitura è più scorrevole, lavoriamo meglio (meno attese, meno stress, più ordine nella giornata)
- se riduciamo gli intoppi, gestiamo meglio la mandria (meno “code”, meno interventi, più regolarità)
- se in sala/robot i tempi migliorano, migliorano anche le produzioni sia qualitativamente che quantitativamente
A questo punto la domanda che ci fanno spesso è: “Ok, ma nel catalogo, concretamente, quali profili ci aiutano a coprire queste esigenze?”. Ed ecco perché vale la pena fare “due parole” sui nomi.
“Due parole” sui nomi rilevanti nel catalogo di dicembre 2025
Prima di entrare nei singoli tori, chiariamoci. Non stiamo facendo una classifica, stiamo facendo una lettura “da stalla”, cioè proviamo a capire che problema ci aiutano a risolvere e in che tipo di accoppiamento hanno senso. È questo il modo più utile di usare i dati 2025: non scegliere “il migliore”, ma scegliere il più adatto.
Nuove entrate che ci aiutano a coprire bisogni diversi:
Bailey
È un figlio di SHEEPSTER, ma con un pedigree molto forte alle spalle (Game Day, Legacy). Ci interessa perché spicca per efficienza alimentare alta e buoni caratteri fitness, senza perdere la spinta latte. In pratica: un’opzione interessante quando vogliamo produzione, ma con un occhio attento all’efficienza.
Juice Box
È un profilo che guardiamo quando l’obiettivo è chiaro: spingere su proteina e resa casearia, con un’attenzione anche alla conversione (efficienza alimentare). Qui l’idea è lavorare sulla materia utile in modo diretto, senza perdere di vista la sostenibilità.
HoneyCutt
È un nome che parla molto “italiano”: posizionamenti di rilievo su indici nazionali GPFT, IES e ICS -PR e un’impostazione che lo rende interessante per chi lavora su efficienza alimentare e conversione in titoli. È uno di quei profili che spesso “calzano” bene nelle nostre realtà, perché ragionano come ragioniamo noi.
Saratoga
Qui il concetto è: spinta latte e proteine molto forte, ma senza diventare un toro “solo numeri”. Tommaso sottolinea che, nonostante produzioni altissime, porta anche dati utili su tipo/struttura. Quindi può essere una scelta da produzione, ma con una logica più bilanciata.

A questo punto viene spontaneo un passaggio: molti di questi nomi (e della genetica che proponiamo) sono legati a un mondo che negli ultimi mesi ci viene chiesto spesso di spiegare meglio. Parliamo di United Sires.
United Sires: chi è, da dove arriva e perché nel 2025 ne parliamo tanto
Qui vogliamo essere chiarissimi, perché è una domanda che ci fanno spesso: “Ok, ma United Sires chi è?”.
United Sires è un centro americano “fatto da allevatori”: un gruppo di stalle con storia lunga che oggi ha un obiettivo comune, cioè commercializzare direttamente la propria genetica. In Italia, questa genetica arriva tramite GenHome.
Quando guardiamo le classifiche USA (Top 100 tori provati, Top 200 genomici), le usiamo per capire una cosa: da quali stalle e da quali programmi arriva la genetica americana.
E qui i numeri da citare sono molto chiari:
- nella Top 100 tori provati (TPI USA) troviamo 16 tori provenienti da stalle del nucleo United Sires
- nella Top 200 genomici troviamo 63 tori su 200, cioè circa il 34%, da membri United Sires
- inoltre, United Sires (pur essendo “nuovo” come gruppo) ha portato 31 tori nella Top 200 GTPI, segno di un programma di selezione ampio e molto vario
Il concetto, per noi, è questo: molti allevatori italiani magari non conoscono il “marchio” United Sires, ma hanno già usato tori che venivano da quelle stalle, quando venivano commercializzati da altri centri. È una storia che, in un certo senso, abbiamo già in casa da anni. E qui si chiude il cerchio: se abbiamo a disposizione genetica interessante e tanti dati, la vera differenza la fa come li usiamo.
Le “menzioni d’onore”: tori che nel 2025 si sono confermati
Yox
Ci piace perché coniuga latte, fitness e morfologia: è il classico toro “da stalla” che piace perché non è un azzardo, è una scelta solida. E spesso è proprio questa solidità a fare la differenza nel medio periodo.
Robo
Qui il messaggio è importantissimo: sì, l’indice è alto, ma non è fine a sé stesso. È un toro che, oltre ai 3457 punti GTPI, porta altissima materia utile e caratteristiche che servono davvero “nel concreto” (come la lunghezza capezzoli, rara a quei livelli GTPI). È un esempio perfetto di come i dati diventino utili quando si collegano alla gestione.
FlyHigh
È stato il nostro toro più venduto nel 2025, e non per caso: lineare senza difetti, alte produzioni, cellule basse. In pratica: un toro che “entra bene” in tante stalle perché è facile da usare e dà soddisfazioni.
Come passiamo dai dati 2025 alle scelte giuste: qui entrano i servizi GenHome
Con i dati di oggi ci troviamo davanti a una situazione paradossale, abbiamo tantissime informazioni (e ogni anno aumentano), ma proprio per questo rischiamo di perderci. E allora la domanda diventa: come trasformiamo i numeri in decisioni che migliorano davvero la mandria?
Noi lavoriamo così: partiamo dagli obiettivi e dai vincoli reali della stalla (latte, proteina, gestione, rimonta, consanguineità) e costruiamo una strategia. È qui che i servizi fanno la differenza, perché ci permettono di passare dal “mi piace questo toro” al “questo toro è giusto per queste vacche, con questo obiettivo”.
Cosa possiamo fare insieme
In GenHome abbiamo tre servizi pensati proprio per accompagnare l’allevatore dal dato alla scelta:
-
TEST MATCH – Analisi genetica di mandria
Ci aiuta a “fotografare” la mandria: vacche in produzione e rimonta, confronto con le medie ufficiali, ranking e lettura dei punti forti/deboli. In pratica: capiamo dove siamo oggi e dove possiamo arrivare domani.
-
SIRES MATCH – Piano di accoppiamento genomico-cromosomico
Qui il valore è enorme: controlliamo l’inbreeding (pedigree e genomico), costruiamo accoppiamenti mirati e impostiamo una strategia che sta in piedi nel tempo (non solo “il toro del mese”).
-
GENSCAN – Genotipizzazione
È lo strumento che ci permette di conoscere prima il potenziale delle femmine, selezionare meglio, programmare la rimonta e ridurre sprechi. Il dato genomico, se usato bene, accorcia i tempi e rende le scelte più sicure.
👉 Approfondisci i servizi GenHome QUI i nostri servizi.
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Con GenHome possiamo partire dal catalogo e trasformare i numeri in una strategia concreta, grazie a strumenti come analisi di mandria, piano di accoppiamento e genotipizzazione, con un focus molto italiano su morfologia funzionale, proteina, usabilità e controllo consanguineità.
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